Avv. Francesco Isola - c.so Martiri della Libertà n. 14, 95131 Catania

CURIOSITA’ D’EPOCA DEL FORO CATANESE

    1 - Tra le carte di mio Nonno Nino (avv. Antonino Isola), c’era il libretto datato 1924, ed intitolato "L'avv. Giuseppe Truscello ne l'arte, nella vita e nella professione: note biografiche a cura di un gruppo di amici e di ammiratori".


 
    La divertente pubblicazione, che inizia come una celebrazione del personaggio, ma si rivela presto un pungente presa in giro, descrive le gesta  di un  Avvocato del foro di Catania di inizi '900, di cui non è rimasta altra memoria ma che, negli anni ’20, doveva essere un protagonista di rilievo del foro catanese, noto per le sue colorite arringhe, per le sue ‘sparate’, e per i soprannomi che affibbiava a Colleghi e Magistrati; ed il libretto - con i nomi degli operatori del tempo - riporta gli epigrammi, con cui ‘i più illustri,  e i meno illustri,  campioni del Foro’  lo ricambiarono.

    A distanza di novant'anni, il personaggio resta attualissimo: ed il suo abito sembra calzare a pennello ad altri più o meno noti professionisti.


    Mio Padre, mostrandomi il libretto, mi disse che esso era stato, in realtà, scritto proprio da mio Nonno Nino: al quale, non a caso, l’avv. Truscello aveva dato il soprannome di ‘salifizio’ (in siciliano, salifizziu, scorpione).


    Purtroppo, in occasione di un trasloco, l'esemplare andò perduto; dopo molti anni, per un’insperata fortuna, ne ho reperito un’altra copia (qui riprodotta in
formato PDF e qui in formato testuale) presso un antiquario di Ragusa, con tanto di dedica autografa dell’avv. Truscello.







   

    2 - Gli scritti difensivi di mio Nonno, composti in tipografia, risalgono al vecchio codice di procedura ed a legislazioni ormai obsolete: ma la scrittura affilata e lo stile d’epoca ne rendono piacevole la lettura.

    La comparsa qui riprodotta (in formato PDF) riguarda una causa tra la Banca Italiana di Sconto e le Ferrovie dello Stato, andata in decisione nel 1921: non violeremo perciò la privacy di nessuno, dandole un’occhiata.



copertina_diario
   3 - Mio nonno Nino fu sempre socialista: e, da giovane, conobbe il socialista Benito Mussolini, ben prima della nascita del fascismo.
    Ne "Il mio diario di guerra (1915-1917)" (Edizione e-book 2016, realizzata dal Mulino - Bologna ISBN 978-88-15-32820-5), a pag. 95, è descritto il primo incontro tra i due, il 30-04-1916:
"30 aprile - Sveglia prestissimo. È ancora notte. Zaino in spalla. Da Comeglians a Villa Santina ci sono 13 chilometri e 800 metri. Arriviamo a Villa Santina verso le sei e ci fermiamo in un prato nelle vicinanze della stazione per consumare il rancio unico.
Il sottotenente avvocato Antonino Isola, catanese, viene a cercarmi. Ci vediamo per la prima volta, ma ci conosciamo – epistolarmente – da molto tempo. È ufficiale al 3° fanteria, composto esclusivamente di siciliani" (nel corso della guerra, mio Nonno venne poi decorato con una Medaglia d'Argento ed una Medaglia di Bronzo al Valor Militare).
Le rispettive strade si separarono presto, essendo divenuto Mussolini il duce dei fascisti, e rimanendo mio Nonno un socialista, che rifiutò di prendere la tessera del partito, e rimase sempre antifascista.
In famiglia si raccontava di un singolare episodio avvenuto anni dopo, all'inizio del regime fascista: mio Nonno venne convocato da Mussolini a Roma per un colloquio e, benchè amasse definire il Duce come "(tintu) maestro di scuola elementare", riferendosi al suo diploma magistrale, non potè rifiutare l'invito.
Senonché, infastidito da alcune ore di anticamera, mio Nonno - che doveva recarsi ad una udienza avanti la Corte di Cassazione di Palermo (che cessò di esistere il 31-10-1923) - decise di piantare in asso il potentissimo Duce, e prendere il treno per Palermo.
Il Duce non gradì il gesto irrispettoso: la polizia fascista raggiunse a Napoli, in automobile, il treno, e riportò mio Nonno a Roma; non sappiamo come si svolse il successivo colloquio, ma è certo che - ogni qualvolta Mussolini si recava in Sicilia - i Regi Carabinieri avevano l'ordine di arrestare mio Nonno e tenerlo al fresco per la durata della visita. Si narra che - ciò nonostante - l'avv. Antonino Isola non si sia fatto nemmeno un giorno di prigione, poiché in quelle occasioni si recava a Gagliano Castelferrato (EN) dove, ospite del suocero (Don Nicolino Cavallaro), trascorreva qualche giorno praticando la caccia.


bombe su catania
4 - Mio Nonno fu protagonista di un divertente aneddoto durante la seconda guerra mondiale, nella quale prestò servizio con il grado di Maggiore.
Un giorno, in viaggio per motivi di servizio ed indossando la divisa, salì su un treno in partenza: dove tròvò posto in uno scompartimento nel quale sedevano un civile ed un impettito ufficiale tedesco.
La vicinanza di quest'ultimo non era per nulla gradita a mio Nonno: che nella Grande Guerra aveva combattuto contro gli Austriaci, e non provava nessuna simpatia verso il nazismo.
Ad un tratto, prima che il treno partisse, suonò l'allarme aereo: gli Alleati si accingevano a bombardare la stazione, e si doveva immediatamente correre verso i rifugi antiaerei.
Senonché il civile, sotto gli occhi increduli dei due ufficiali, non fece cenno di alzarsi per mettersi in salvo: ed anzi prese del pane e del salame dalla sua bisaccia, e cominciò a prepararsi la colazione.
Non potendo apparire meno coraggioso di un civile, e per di più italiano, l'impettito ufficiale tedesco rimase anch'egli al suo posto; sfoggiando orgogliosamente, mentre le prime bombe cadevano a poca distanza, il coraggio della sua razza superiore.
Mio Nonno non fu meno testardo: e per dimostrare all'odiato tedesco il coraggio di un ufficiale italiano, rimase seduto al proprio posto, fingendo di non essere per nulla preoccupato dal fischio delle bombe che nel frattempo cominciavano a cadere tutto intorno.
La stupidissima sfida verso la morte, che tutti e due gli ufficiali rischiarono seriamente, ebbe un esito fortunato: il vagone non fu colpito, e nessuno si fece male.
Solo dopo qualche tempo, incontrando nuovamente il civile (un altro brontese, fratello di un noto Avvocato) che aveva mangiato tranquillamente pane e salame sotto le bombe, mio Nonno scoprì il misterioso motivo della sua imperturbabilità: si trattava di un singolare personaggio, più volte ricoverato in manicomio, che giustificò il suo gesto chiarendo: "Stavo tranquillo perché gli Americani sanno che ho sempre simpatizzato per loro, e quindi non mi avrebbero mai colpito !!".





caricatura
5 - L'avv. Antonino Isola fu candidato - nelle file del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani - alle prime elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana, del 20 aprile 1947, insieme al suo amico e collega Avv. Luigi Castiglione: fu il primo dei non eletti e successivamente, il 15-12-1949, subentrò al defunto on. Giuseppe Sapienza.
Il sito internet bronteinsieme.it ricorda quelle storiche elezioni, e riporta una caricatura dell'epoca di mio Nonno, pubblicata sul locale quindicinale "il Ciclope".
La città di Bronte (CT), nella quale era nato, ha intitolato una via al suo nome.
Il 12 agosto 1950, per un infarto, moriva prematuramente all'età di 61 anni: il giorno successivo, sul quotidiano La Sicilia (pag. 7)  si leggeva:

ritaglio la sicilia 13 08 1950